Notte fonda, prima di spegnere il pc vuoi lasciare un tuo pensiero?

magari alla persona che più ami......

Benvenuto nei Pensieri Della Notte

 

Inserisci Un Nuovo Pensiero ........ (Segnala Abuso)

 

 
Che carattere di mota che ho
 
  Io  |    

 
Mi manchi
 
  Io  |    

 
Dove sei? Cosa fai? Xké neppure un messaggio di congedo?
 
  Io  |    

 
L’ ho perso.......che vuoto......non c’è l’ ho più.....
 
  Io  |    

 
Questo ispido villoso calabrone
l’ho trovato ubriaco fradicio
di polline e di rugiada,
nella campana di un fiore arancione.
Zampettava qua e là, ronzando
per uscire, ma non trovava più la strada.

Lo tirai fuori, ed ora è lì, che vola
in un raggio di sole tutto d’oro,
come un ubriacone che s’alza dal
marciapiede
e s’incammina malsicuro,
borbottando.
 
  anonimo  |    

 
Come sono felice con te....grazie amore mio
 
  Io  |    

 
Poteva dirmelo che non gli andava più.senza inventare storie
 
  Io  |    

 
Tanto tempo fa, in inverno, un uccellino si ferì ad un’ala e rimase solo in mezzo al bosco. Non potendo più volare, rischiava di morire per il gran freddo. Decise di chiedere aiuto agli alberi, per riceverne protezione e calore. Chiese ad un enorme faggio di accoglierlo tra i suoi grandi rami, ma l’albero gli negò sdegnosamente ogni aiuto. Si rivolse allora ad un grosso castagno, ma ottenne un secondo rifiuto.

Mentre si intristiva sempre più, sentì una voce dire: "Uccellino, vieni tra i miei rami e troverai riparo dal freddo". L’uccellino scoprì che era stato un piccolo pino a parlare. Saltò su uno dei rami; nel frattempo le vicine piante di ginepro gli offrirono le loro bacche per nutrirsi. L’uccellino, commosso da tanta generosità, poté superare agevolmente il rigido freddo invernale. Ma Dio aveva visto tutto e decise di ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando al vento di non far mai più cadere loro le foglie: da quel giorno quelle piante diventarono "sempreverdi" .
 
  alberi sempreverdi  |    

 
Studiando i popoli primitivi, Erich Fromm ha scoperto che in essi l’aggressività è sempre difensiva (benigna) e non mira al piacere di fare del male.

Man mano che la società, dalla preistoria ad oggi, si è incivilita, è aumentata la distruttività che, un tempo, non esisteva.

Più l’uomo diventa civile, più diventa distruttivo. Essendo la civiltà distruttiva ed essendo noi il prodotto della civiltà, diventiamo distruttivi. I motivi, secondo Fromm, vanno ricercati nell’insoddisfazione dell’uomo nella società moderna, che provoca depressione, noia, solitudine, sensazione di sentirsi vuoti, infelici e senza scopo.

Per sfuggire la noia la persona distrugge. La distruttività è un modo “per sentirsi vivi”, efficienti, “per lasciare un’impronta, un segno di sé”, è un modo per provare emozioni che la vita in società non provoca più.

“Sebbene le passioni che si trovano al servizio della vita producano un maggior senso di gioia, di integrazione, di vitalità rispetto alla distruttività e alla crudeltà, queste ultime rappresentano, come le prime, una risposta al problema dell’esistenza umana. Persino l’individuo più sadico e distruttivo è umano.

Queste considerazioni non implicano necessariamente che crudeltà e distruttività non siano maligne, ma semplicemente che il vizio è umano. In effetti tali pulsioni distruggono la vita, il corpo, lo spirito, distruggono non solo la vittima, ma anche l’aguzzino. Costituiscono un paradosso: la vita che si rivolta contro se stessa nel tentativo di darsi un senso. Sono le uniche vere perversioni. Capirle non significa perdonarle. Ma se non le capiamo, non abbiamo modo di scoprire come limitarle e quali fattori tendono ad accrescerle”.
 
  l’aggressività umana è innata?  |    

 
zittisce il grillo

il viavai del mattino

e le ombre lunghe



un grillo canta-

risplende la rugiada

sull’erba verde



lucciole e grilli-

nella sera incantata

di canti e luci



canto d’estate-

grilli zanzare e uccelli

coi loro versi
 
  anonimo  |    



pagina 8 di 19061 2 3 4 5 6 7 8 9 10   





Traduci questa Pagina - translate this page
  
  Da - A


© Leperledelcuore.it 2010 - Note Legali