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Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro
E lontano lontano nel tempo
l’espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l’aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
 
  MP  |    

 
Oh tu che Sei lassù non mi vuoi più bene?
Oh quando finirà questa mia sofferenza?
Sto tanto male...aiutami ti prego
 
  stella  |    

 
E ti odio perché per colpa tua io mi odio!!!
Ti farò rimpiangere le mie lacrime!!
 
  odio  |    

 
Quando avrò un abbraccio? Ho tanto freddo...
Non avevo mai dubitato del tuo amore, non avevo mai dubitato del mio amore. Ma adesso non lo so più, non so più se tu sei il mio amore...
Non ti ho mai tradito, credevo troppo nel nostro amore.
È da troppo tempo troppo tempo che mi fai mancare un abbraccio...eppure domani potrei non esserci più, presto potrei morire...mi abbraccerai solo allora, quando sarò morta?
Mi fai tanta rabbia sai...pensavo che tu fossi il migliore, io ora ti odio, ti odio per tutto quello a cui ho rinunciato per devozione per te, ti odio per tutto quello che mi hai fatto mancare!
 
  odio  |    

 
Gli ho dato il cuore e lui lo ha preso soltanto per stritolarlo a morte e scagliarmelo sulla faccia... Gli esseri umani sentono con il cuore, Ellen, e poiché lui il mio lo ha distrutto, non posso più provare alcun sentimento nei suoi riguardi; né vorrei provarlo, nemmeno se lo vedessi gemente a patire da questo momento fino al giorno in cui morirà, e anche se versasse lacrime di sangue per Catherine!
 
  Emily  |    

 
Quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio, e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli”.
 
  john  |    

 
"Ma allora cos’è che ti conforta?" "La certezza della mia libertà interiore questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscono poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano, e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò, prima di tutto vivere: primum vivere. giorno per giorno, attendere, sperare".
 
  Dolce  |    

 
Avrei dovuto congedarla nella maniera che si confà ad un gentiluomo. Ma no, ho saputo soddisfarmi della mia vigliaccheria. Finché ho sentito la gioia sfrenata, il bisogno assoluto di denigrarla come mai avrei creduto di saper fare...non era nemmeno la prima volta che accadeva. E come il più cinico dei vigliacchi l’ho fatto di nascosto. Ma lei, lei si accorgeva sempre di ogni cosa, leggeva le coincidenze, interpretava i dettagli, nulla poteva sfuggirle ed io...oh si che lo sapevo e più lo sapevo, più godevo di quella mia inclinazione, volevo che conoscesse il mio disprezzo. Ma lei niente, continuò la sua vita a testa alta. Nel mondo delle anime sono io che devo avere la testa bassa.
I molti tessono le mie lodi di uomo irreprensibile...invece sono solo un’anima nera, nient’altro che un miserabile.
 
  bastiano  |    

 
Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
- Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?
 
  anne  |    

 
Le venivano in mente di continuo le tante domande quotidiane a cui solo lui avrebbe potuto rispondere.
Una volta lui le aveva detto una cosa che lei non riusciva a concepire: gli amputati sentono dolori, crampi, solletico, alla gamba che non hanno più.
Così si sentiva lei senza di lui, sentendolo là dove non c’era più.
 
  Florentino  |    



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