Notte fonda, prima di spegnere il pc vuoi lasciare un tuo pensiero?

magari alla persona che più ami......

Benvenuto nei Pensieri Della Notte

 

Inserisci Un Nuovo Pensiero ........ (Segnala Abuso)

 

 
Quando te ne vai
Fammi un favore
Chiudi bene la porta!
 
  .io.io  |    

 
L’amore si vendica di noi e sopravvive oltre i nostri abbandoni e tradimenti, oltre le scelte e le nostre stesse vite. L’amore ci resiste. Ci condanna a vivere in sua assenza e nel suo ricordo. Non resta che scriverne: annotare la passione degli incontri e la desolazione delle perdite come in un racconto. Anche se ogni frase descrive scenari, sensazioni, stati d’animo compiuti, slegati tra loro che non compongono una storia. L’amore era stato quella volta, quel giorno, quell’occasione, quell’attimo che sfuggì perché non fu riconosciuto. Bisogna vivere male per scrivere bene.
Giungono voci, stasera. Le reca il vento che porta la pioggia. Sono il fruscio degli alberi oscillanti, il sibilo tra le case del borgo, il frastuono degli uccelli sulla pianta davanti casa. Sono le memorie dei miei cari che tornano e m’inseguono nelle stanze. L’aria annuncia un movimento, una novità irrealizzabile da sembrare a portata di mano. C’è un odore di terra e di erba tagliata, di frumento nei campi. E un cielo che promette acqua, a metà tra minaccia e presagio. Si annuncia per sorprendici, un temporale. Dal terrazzo che guarda la piana mi affaccio, respiro, rivolgo il mio sguardo miope e distratto sul mondo.

Occorre avere sentimento per le persone e le cose per non essere soli. Sentire che il dolore degli altri è il nostro dolore, che l’amore degli altri è anche il nostro. Sentire la poesia che sottende ogni cosa. Se si guardano dentro le cose se ne coglie l’essenza oltre il nome. Si avvertono l’ansia e la nostalgia della vita. Sotto l’influsso del caso il destino si svolge o siamo noi il caso e il destino, come siamo vita e natura. Ma bisogna avere malinconia di vivere per sentirsi tristi e felici quando capita di esserlo. L’universo sembra dominato dal caos e forse lo è, eppure stasera voglio pensare che siamo stati noi a decidere tutto e che ne sia valsa la pena. Perché quando sorridi il tuo viso si accende e allora mi ricordo per cosa ci si perde e si ama.

 
  sentimenti  |    

 
Dicono che

noi siamo fragili cose

ma nelle attese di un sorriso abbiamo visto evaporare il sole

mentre tutto ti commuove

ti commuove



Quando le canzoni finiranno

che cosa ne faremo di tutto quanto il nostro amore

Ma quando le canzoni finiranno per me

Che cosa ne faremo

Di tutto quanto il nostro amore
 
  quando..  |    

 
Michele: Quanti anni hai? Io ho 6 anni
Yosef: Io ho 9 anni
Michele: Perché sei tutto nero?
Yosef: Sono un bimbo africano
Michele: Mi fai paura!
Yosef: Perché ti faccio paura?
Michele: Mamma me lo dice sempre che i neri sono sporchi
Yosef: Se hai paura di me perché non scappi?
Michele: Perché mamma non c’è
Yosef: Anche a me fa paura la tua mamma
Michele: Perché? È bianca!
Yosef: Si sporca facilmente!
 
  domenico  |    

 
Questa mattina sento nel cuore una sensazione di nostalgia e di apprensione, devo passare proprio
nella via dove abitava mamma mia!
Mi incammino; rallento i passi, sono quasi arrivata, osservo con emozione che quasi nulla è cambiato d’allora, è una piccola via ci sono tre basse palazzine e sono tinte con tenui colori, davanti ad ognuna c’è un piccolo grazioso giardino, vi sono molte piante dai magnifici fiori, c’è un solo grande albero e vi albergano numerosi passeri cinguettanti, in primavera tra il loro canto i bei fiori dai tanti colori è tutta un’armonia in quella silenziosa via!
Par di vedere un fiabesco dipinto ed io ho sempre pensato… qui ci mancano solo i folletti per questo la chiamano, via dei mughetti.
Fermo i passi e guardo la finestra chiusa al primo piano, chissà chi ci abiterà?
Un mare di ricordi mi attraversan la mente, l’allegria di mio padre, i suoi affanni, quanti avvenimenti a volte tristi a volte gai, nascite feste compleanni, tra bisticci risate e pianti in quella casa son passati più di trent’anni!
Dolce nostalgia, chissà se dentro quelle mura c’è ancora celato il profumo di quando cucinava mamma mia?
Il rimembrar fa male, riprendo il cammino e prima di svoltare l’angolo mi giro ancora un istante, quando
improvvisamente um raggio solare riflette alla finestra una luce vivida e splendente.
Non so se la mia è pura fantasia e penso…
Quello è il saluto della mamma mia!
Sospirando guardo il cielo, sento il cuore più leggero, l’apprensione è finita ma è rimasta in quella via un po’ della vita mia!
 
  giuly  |    

 
L’amore ritorna sempre in un cuore gentile,

come l’uccello nel verde del bosco;

la natura non creò prima l’amore rispetto al cuore gentile,

né il cuore gentile prima dell’amore:

allo stesso modo appena fu creato il sole

subito egli fu lucente,

e non ci fu splendore senza il sole.

L’amore prende dimora nella nobiltà d’animo

in modo così naturale

come il calore nella luce del fuoco.



Il fuoco dell’amore si accende in un cuore gentile

come la virtù (brilla) nella pietra preziosa,

e questa virtù non le viene dalla stella

prima che il sole non l’abbia resa pura:

dopo che il sole con la sua forza

ha tirato fuori da lei quello che c’era di vile

solo allora la stella le infonde le proprietà preziose.

Così quando un cuore è reso dalla natura

eletto, purificato, nobile,

solo allora la donna, come fosse la sua stella, lo fa innamorare.



L’amore risiede in un cuore nobile

per la stessa ragione per cui il fuoco arde sulla torcia:

lì può splendere a suo piacere, chiaro, inafferrabile,

non potrebbe fare altrimenti, tanto è indomabile.

Allo stesso modo un cuore malvagio combatte l’amore

come fa l’acqua fredda col fuoco caldo.

L’amore considera il cuore nobile come la sua dimora

come il luogo che è più adatto a lui

come fa il diamante col minerale del ferro.
 
  al cor gentil Rempaira..  |    

 
Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce.
Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura.
Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride.
Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare.
Ho deciso di non con-vivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato.
Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica.
Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi.
Non sopporto conflitti e confronti.
Credo in un mondo di opposti.
Per questo evito le persone rigide e inflessibili.
Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento.
Non mi accompagno con chi non sappia incoraggiare o elogiare.
I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.
 
  nonhopazienza  |    

 
L’immagine per il Black Friday, quello di una bella donna assassinata, a due giorni dalla giornata mondiale della violenza sulle donne fa paura a chi ha un briciolo di cervello.

Serve coscienza e consapevolezza, oggi come non mai, serve ricordarci quali sono i veri valori, che non albergano in un Black Friday, ma in parole come Liberté, Égalité e Fraternité.


 
  ivi  |    

 
Ma quando su di te malinconia
improvvisa dal cielo
cadrà simile al pianto della nube
che fa levare il capo ai fiori languidi
e cela il verde colle in un sudario
d’Aprile, allora sazia
il cruccio in una rosa mattutina,
o in un arcobaleno d’onda salsa
sul lido, o nel fulgore
della peonia tondeggiante, e se
collera deliziosa ti dimostri
l’amante tua, imprigiona la sua morbida
mano e lascia che deliri
e pasciti nel fondo,
nel fondo dei suoi occhi senza pari.
 
  JF  |    

 
E ora desidero parlare con te, che ti accusi di timidezza, che avvampi, tremi, sudi, e ti batte il cuore.
E vivi questa condizione come una vergogna, una gabbia davanti alla quale si fermano tutti gli altri a indicarti e a deriderti. Voglio parlare con te perché non lo fa nessuno in quest’Italia che premia i prepotenti. Neanche tuo padre e tua madre ti comprendono poiché temono che sarai perdente, e anche tu credi di esserlo e finisci col vergognarti di te stesso. Solo due parole, fratelli emotivi, vittime dell’aggressività sociale... Jerome Salinger, il grande scrittore americano del "Giovane Holden" si è chiuso nel suo silenzio dal 1963. Trentasette anni che nessuno gli scatta una foto, nessuno lo incontra, nessuno sa dove sia. Timido. Timido come Charlie Brown, Leopardi, Emily Dickinson, Roberto Baggio, Woody Allen ed Albert Einstein che non sapeva corteggiare le signore e si consolava suonando il violino. Questi sono i vostri illustri padri, fratelli timidi, e la vostra è una dote assolutamente preziosa nel patrimonio genetico umano e non un "male sociale". Il rossore, il tremore, oggi sono diventati vizi insopportabili e la società sembra non aver posto per i timidi. Ma dalla timidezza non si deve guarire, brothers, questa è la più grossa stronzata messa in giro dai mediocri che non riusciranno mai a dare o ricevere un’emozione così come siete capaci di darla o riceverla voi. Voi vedete quello che gli altri hanno paura di vedere, fratelli. Vedete il limite, il pericolo, l’estinzione. Per questo la vostra fragilità è una roccia, e il patrimonio che voi arrossite di possedere è un tesoro da preservare. Non è paura, né fobia, né angoscia, né depressione, né vigliaccheria. Timido, perfettamente timido è il neonato che guarda il mondo per la prima volta. La cosa straordinaria non è com’è che il suo cuore batta, ma com’è che non gli venga un infarto.
 
  Jack f.  |    



pagina 16 di 1904  11 12 13 14 15 16 17 18 19 20   





Traduci questa Pagina - translate this page
  
  Da - A


© Leperledelcuore.it 2010 - Note Legali