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pensiero di giorno -- Scritta da -- stefano medel

Pensiero quando sorge
La luce,
iniziano i problemi,
arriva il dolore e la prova,
e il cuore palpita di paura;
e vorresti la notte durasse in sepiterno,
non finisse mai;
il giorno,
il giorno,
col suo carico di problemi
e di guai;
potersi nascondere un poco,
non essere trovato né cercato

AD ANNA -- Scritta da -- Michele

Michele Impagnatiello
       
  AD  ANNA

Anna  sei  bellissima!
Sei bella come la luna
mai nessuna mi è apparsa
così bella, così soave,
così affascinante.

Quando guardo i tuoi occhi,
io sento nelle mie vene un
fuoco bruciar dentro di me.

Quello che senti in cor tuo,
Anna non è altro che la
struggente passione, di
quell’amore che ti porta dove
va il cuore.

Guardi il cielo e vedi sotto
un manto di stelle, le luci
della città, che si riflettono
magicamente sull’incantevole
mare che ti ispira tanti
sentimenti.

E’ così ti senti presa il cuore
tu che non sei nata per essere
sola, ma per essere amata con
tutta l’anima.


Maria Rosaria ed il ridestato Male D’Amore -- Scritta da -- Radioradian

25/08/2017  Maria Rosaria ed il ridestato  Male D’Amore

Sei stato il richiamo di un suggerimento assillante Maria Rosaria,
disorientante ed  asfissiante perifrasi che perpetua, trafitti animi nell’immediato compiange,
armonica e  ritmata ricorrenza di un incognito presagio, che nel decorrere degli istanti si sospinge e poi si infrange.

Sei stata il ridestato risveglio Maria Rosaria,
le tortuose scie delle cicatrici tratteggiate dall’ineluttabile fatalità del dolore,
il pungente ed ostinato travaglio di un accidentale e puntuale  Male D’Amore.

Sei stata  la perenne liturgia delle mie amare lacrime smarrite Maria Rosaria,
indissolubilmente disperso io nel delirio di in un patema frastornante,
travolto dall’echeggiante risonanza di un’ intuizione sfuggente e ancor di più vaneggiante.

Sei stata l’insistenza di un’ ispirazione reclusa nell’anonimato Maria Rosaria, 
nel tuo riflesso si è obliato il tempo, tramutandosi nella suggestione che evoca l’illusione di un remoto distante e suggestivo  altrove,
null’altro che  drastica incapacità di raggiungerti il cuore,
sottile percezione del cruciale e tragico senso di morte che di fragile sensibilità si suscita e poi si commuove.


Trascende l’iniquità in una trasfigurante confusa metamorfosi Maria Rosaria,
segregata apoteosi del caos che d’improvviso si sprigiona in uno stridulo cigolio,
mormorando malinconici gemiti,
rimestandosi  nella fitte nebbie, di un tumultuoso vespaio, di intricati ed immondi fremiti.

Spirito preda di un turbamento interiore il mio, Maria Rosaria.
In un’oltranza febbrile si è commisurato nell’esasperata controversia,
fra aforismi di consacrate icone miracolose, ed i raggelanti richiami di infernali fantasmi,
disseminato nell’imminente dissoluzione di angosciose  ripercussioni e tragici cataclismi.

Infestato fra le soffocanti spire di una disordinata frammentazione di tafferugli mentali,
ho percepito il tuo gentile tenero candore,
salutando il tuo partire per avvicendarti ove la tua patria risiede,
ravvicinata alle sponde del mare.
Io che riponevo nei bizzarri ed  immaginari auspici di  condividere il tuo affetto nel mio paradigma rurale,
io che ti percepirò eclissata nella metafora di un incolmabile oscuro abisso terminale,
io che dissiperò la mia tragica meschinità senza poterti più vedere ritornare.
25/08/2017  Maria Rosaria ed il ridestato  Male D’Amore

Ho bisogno di te -- Scritta da -- Michele


        Michele Impagnatiello
                                   
  HO BISOGNO DI TE

Sento nell’aria una dolce musica che avvolge il cuore e incatena l’anima.
Al tuo sguardo non resisto, perché gli occhi vogliono la bellezza, e non far tramortire il cuore in giorni di silenzio.
.
Come un ombra, entrerò nei  tuoi pensieri,
ascolterò il battito del cuore, come l’alba che si accende.

Io sono come quel fiore che sboccia sui nudi
campi e guarda come un prodigio l’amore.

All’amore non si resiste, esso è il sogno degli innamorati fino al bacio sublime, che li  porterà sul viale della felicità fino all’eternità.

Michele Impagnatiello

SOGNARE -- Scritta da -- NICOLA MELES


Mentre inconscia la vita trascorre
non t’accorgi del sole che splende
né del fiore che i suoi petali schiude
Tutt’intorno quel suonare di voci
che il silenzio nasconde alla luce
nel distratto sorriso si perdono.
Tu non vedi che il lontano splendore
d’una idea che non ama il tuo amore.
E continui a volare nei sogno mentre
qui ove tu nulla agogni, v’è chi ancora
attende paziente il risveglio d’un anima
inquieta che si ostina a cercare l’amore
ove il fiore non nasce e non muore.

Sognare -- Scritta da -- Rosetta

E poi..
sognare una magica notte d'estate!
guardare la luna che si rispecchia, sul mare,
con un sogno lontano,
che teneramente,
mi tiene per mano.

A MIA MADRE -- Scritta da -- Michele


          Michele Impagnatiello           
         

            A MIA MADRE

Tutto amai di te, Madre, anche se ti ho appena conosciuto.  Tu non appartieni più a questo mondo, sei di là in paradiso e già da tempo.

Per credere che tu sia presente son venuto innanzi alla tua tomba. Madre, con gli occhi umidi, all’ombra dei cipressi, invocando il tuo nome col sol pensiero senza  parlare.

Così tu vivi in me, Madre, fra  la luce dei miei occhi e Dio. Vorrei, Madre, per un istante scolpirti nel  cuore, come io fossi l’ombra e tu la vita che  mi donasti.                                                             
Un vento gelido, accarezza il mio viso,  sotto quel  grigio cielo, dove regna la pace eterna. Ma, gli anni Madre, gli anni della tua vita dove sono ?

Non resta  che il tuo nome. E’ vano, Madre, è vano chiedere perché il destino è stato così crudele per te.

Alle mie labbra non resta che la parola: Mamma. Così alla sera, quando mi addormento ogni mio pensiero va a te che sei di lassù.

“CERCARE AL DI LÀ” -- Scritta da -- NICOLA MELES

Salire il pendio della vita,
quando gli anni fuggenti
colorano di grigio i capelli,
fa sentire più forte la voglia
d’indagare al di là della soglia
per cercare in quel filo sottile
che separa la vita e la morte
se Sostanza un dì rende felice
ogn’anima che in alto si invola.
Mentre teso il pensiero alla meta
cede, stanco, il mio corpo in attesa
E il sonno che ragioni non sente
lascia il vuoto nell’anima inquiete.

Dentro una stanza -- Scritta da -- Fabio

Piccoli passi mi avvicinano a te
Gesto banale di ogni santo giorno
Ti sto guardando mentre tu guardi me
Ormai è scontato, è un altro giorno

Lascio la stanza con il tuo sguardo addosso
Tutto normale non mi hai mica commosso
Giorno pesante per chi come me
“Lavoro e basta” di più non posso

Torno stasera penso dentro di me
Non te lo dico, lo penso e basta
E tu continui a guardarmi lo stesso
Forse ho capito che a te non basta

E in quel momento poi chiudo la porta
Vita frenetica che a me tanto stressa
Chissà cosa pensi quando esco di la
Forse tu pensi che rimanga la stessa

Arriva sera quella porta mi aspetta
Capita spesso di aprirla anche in fretta
Ti guardo e il tuo sguardo sembra fermo nel tempo
Quel tempo dannato che un po’ ci ha allontanato

Arriva notte ed è il nostro momento
Sono stanco e stressato ma comunque contento
I tuoi modi semplici per scaldarmi il cuore
Sono sempre efficaci in qualsiasi momento

E tutto va avanti come il mondo che gira
Passi ricorrenti di un eterna danza
Giornata brillante o giornata di merda
Tutto si azzera dentro la nostra stanza

Ma quando tutto è scontato bisogna aver paura
La ruota continua e non tutto perdura
Se qualcosa si ferma in qualsiasi momento
Quella ruota va avanti senza compatimento

“amore mio” forse non te l’ho mai detto
Quando tutto è routine qualche cosa la ometto
Errore di molti non saper valutare
Ciò che è superfluo da ciò che è da amare

Ed è proprio così che poi ci si sente
Quando un punto fermo scende dalla tua ruota
Tutto va avanti perpetuamente
Ma la tua anima senti che è vuota

Il mio sguardo ti cerca con eterna speranza
Per abitudine in quella stanza
Le notti che passano senza il tuo calore
Sono piene di lacrime di puro amore

Poi c’è chi crede che oltre questa ruota
Non sia finita ci sia ancora qualcosa
Io non lo so e poi non mi conforta
Come il tuo sguardo dietro la porta

Quel che ti giuro è il mio eterno amore
Poiché la mia anima a te è devota
Avrai sempre il tuo spazio dentro al mio cuore
Finché non scenderò anch'io dalla ruota

E se ci fosse qualcosa oltre questa vita
Ti cercherò senza perder speranza
Voglio rivivere ancora un istante
Del nostro amore dentro la stanza…

A mia figlia -- Scritta da -- aldo

A mia figlia

Di ogni mia carezza,
del mio pianto nascosto,
delle mie tante parole,
di ogni caro posto,
in cui tu ed io siamo stati,
dei miei sorrisi
e dei miei pensieri onesti,
della tua fragilità
e di tutti i nostri gesti,
non puoi ricordare
o forse,
ricordare non vuoi.
Sulle mie spalle forti,
hai cominciato a volare,
così piccola e incerta,
nel vento della vita,
ch’era tutta da inventare
e cominciavi così la tua salita.
I tuoi grandi occhi
parlavano per te:
<papà  tienimi per mano >
<papà portami con te >
<papà  non lasciarmi cadere >
<papà è sera, cantami ancora la tue filastrocche,
piano,
che io voglio addormentarmi,
serena,
ed anche se dormo,
tienimi la mano>
Ora voli da sola.
Non più la tua mano,
che pure stringo col cuore,
mentre la nascondi,
non più i tuoi occhi indifesi,
che restarono nell’anima,
che da sola continua a volare,
accanto al mio dolore
che viene da lontano.
Oggi che credi di sapere,
nascondi l’incertezza,
non più <papà di te ho bisogno,
papà non lasciarmi cadere>
I ricordi in te, ombre del passato,
come fantasmi, scivolati via,
chissà dove, chissà quando, per cosa,
eppure IO SO che ciò che è stato è stato.
E almeno io, non so dimenticare.

A casa sono stato ieri.
Il  silenzio, tra le pareti, duole
e tra le tante cose,
tutte ignare,
che sembra che aspettino qualcosa,
perché nessuno ha detto loro mai:
< io me ne vado. io vi lascio sole >
E stanno lì, ancora ad aspettare
che ogni tanto tu le vai a trovare.
Che  tanta vita c’è passata dentro
e quanta ormai se n’è andata via.
Mi son seduto al bordo del tuo letto,
là, dove la sera, ti cantavo piano,
filastrocche ingenue e cantilene mie,
proponendoti fantastiche visioni,
di cieli stellati e sogni tutti buoni
e tu, stella più stella,
tra le luminose stelle,
t’addormentavi serena, tenendomi la mano
Si, proprio in questa casa
e sotto questo tetto,
che se li ascolti un po’ ,
sanno parlarti al cuore.
In quella stanza,
avverto la tua essenza,
finanche negli oggetti,
da tempo abbandonati.
Stanno lì, da soli,
attendono qualcosa.
Li sfioro per te,
con infinito amore,
ma nulla cambia.
Non è la stessa cosa.

Vicino alla finestra,
la scrivania che sai,
e la tua sedia vuota,
i tuoi progetti,
e i segni di una vita.

Piove, adesso,
sommessamente, piove.
Vedi?
Anche il cielo avverte la tua assenza.
Si siede accanto, prendendomi la mano:
<io sto con te, io non ti lascio mai>…
E anch’io,
con lui,
sommessamente,
ho pianto.

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