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Online users : 1 // 23/05/2018

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sfogo d'amore -- Scritta da -- cristiano comelli

D'inenarrabil frantumarsi lo stridor
i nostri conclusivi dì a umiliar s'adopra
di prisco donarsi agghiacciante oblio
che di promessa guisa ebbe dinanzi a Dio.
Or che più aroma non serba
di novelle scoperte l'antiquo avvincerci
gl'istanti gracchian, abulici e sordi
in un decomposto libello di ricordi.

 

Il mio amore per te -- Scritta da -- Michele


      Michele Impagnatiello

    Il mio amore per te

E’  bello scoprire in te, desideri e passioni che rivelano il tuo stato d’animo, or giocondo, or mesto.

Un pensiero innocente mi attrae verso di
te, di cui io non son capace di oppormi al mio cuore.

Per quanto tempo, dovrò sognarti, prima
d’aver l’amor tuo, per questa strada irta e pien di spine !

Io sono come un pensiero, che entra nel
tuo cuore e accende in te desideri e passione.

A sera  quando ci incontriamo, sotto il limpido cielo, io odo sulle mia bocca, il tuo nome, dolce e carezzevole.

Allora corro con la mente,  preso da un sentimento di gioia, ad offrirti l’amor mio tu che sei la luce dei miei occhi.



se d'amore -- Scritta da -- cristiano comelli

Se d'amor lo spirto è afflato e sofferenza
dall'alma mia non ti ritrar, t'en prego,
ch'il volo pria dell'ostendersi del sembiante tuo sì fu vano
che l'esister mio s'avvertia più che strano.
Or se' di mio dì baglior or inscalfibil aurora
ch'a scandir va del maestoso compiersi ogne ora,
d'un respir che sol per te scopresi ritrovato
e al pur ondivago poetar diriger sa il suo fiato.

Non capirà mai -- Scritta da -- Egle Leone

Dopo mesi vi vedete per un.caffè... un ora insieme... E ti rendi conto di amarlo... amarlo nella maniera più totale,nella maniera più vera, di amarlo come non hai mai amato nessuno... Ma lui non capirà mai di che amore si tratta... Sta con un altra e non capirà mai..... Non capirà mai.... e tu non puoi far altro che ritornare dov' eri perché lui non capirà mai!!!!

e ondeggia il sole -- Scritta da -- cristiano comelli

E 'l sol di gaudio ebbro ondeggia
e degli agresti campi viola e ama l'arcano
ove il grano iridescente spumeggia
e al contadin di coglierlo disioso tendendo va la mano.
E 'l sol d'ancor indecifrata luce brilla
immortal scheggia d'echeggiante scintilla
e complice adagiasi su paesaggi inquieti
che fedeli dilatansi al verseggiare de' poeti.

velleità men che letteraria -- Scritta da -- cristiano comelli

Di ribelle esternar il mio tempo ho cosparso,
a vetuste battaglie or fiero m’abbevero
ch’a porta lucidata di morte il cor non bussi
sia pur ingrigita speme serbo.
Quali sublimi pensier frusciano ancor
nell’appesantito zaino d’ogni parola?
qual gola data mi fu in pur mortal strenna
perch’un racconto il tempo cavalcasse
senza ch’esso disarcionar lo potesse?
deserto per me non siate adunque poesia e prosa.

autoannientamento -- Scritta da -- cristiano comelli

Respiri rantolano randagi
da una lingua infuocata di balcone
sedotti  e carezzati
vita più non chiama vita
in questa girandola di sensi incompiuti.
Morde la strada di ghiaccio
di fallimenti e costruzioni decomposte
ebbra e orfana di spada
occhi che antri di sguardi fendono
indifferenti e taglienti
più non suscitano litanie di sospiri.
si dilegua il mantello eburneo della fede
in un anfratto di vento complice
anima di striduli miagolii
liturgie spoglie ormai
di orpelli di illusioni.
Baciano le iridi
la pelle di neve gravida
di monti che sempre fuor cari
mentre ticchetti di vacue lacrime
contornano lettere annebbiate
si rattrappisce il prisco germoglio
tutto annega in lava di evanescenza
e la giostra più non regala
che memorie di musica mai stata musica.   

   
 

figli che -- Scritta da -- cris

Figli ricamati dall’amore
che della vita prendon l’ascensore
con cui sperano di raggiungere
l’altezza di un mondo migliore.
figli ch’urlan dignità
creature  di incomprimibili libertà
Ribelli alle catene deformanti e aggressive
di questa società.
Figli rimasti senza voce
figli appoggiati a una croce
figli caduti, prostrati
che mendicano spiragli di luce
Figli che la vita non li bacia mai in fronte
figli disperati che stanno sotto un ponte
figli ostaggi d’una siringa infetta
figli traditi da una sigaretta.
figli animati da impegno civile
che lottano contro un mondo ostile
Figli che sognavano un futuro normale
ma si trovano ad avere per casa l’ospedale
Figli che credono in valori veri
che non chiudono la porta ai loro pensieri
Figli di canzoni non ancora scritte
figli di poche vittorie e molte sconfitte.
figli che portano la voce
di una lacerata generazione
figli violentati dai morsi di serpente
d’una feroce disoccupazione,
figli che osservano le stelle
e le loro lacrime sembrano scintille
lanciate sopra un mondo che li chiude
e una realtà che li respinge e li delude.
Figli che voglion costruire  una famiglia
Imprigionati in opportunità ristrette
Come colli di botitglia;
figli del gioco del pallone
figli abbracciati al computer e alla televisione
figli che in call center son sfruttati
figli però ancora non consumati
che guardano al futuro con speranza
che perforan col pensiero i muri di una stanza
figli che hanno ancor tutto da dire
figli che non riusciranno a zittire.
Figli partiti per altre nazioni
Figli di autentiche passioni
Figli che riscopriranno il fascino del volo
Figli navi fiere che lasciano il molo
per raggiungere il loro mare aperto
figli che dentro di loro non avranno mai il deserto
Figli di una luce
e di un giorno
che non si spegnerà. 
 
 

Il volo della lbertà -- Scritta da -- Michele

Michele Impagnatiello

          Il volo della libertà

Con la fantasia, ho sognato di scalare la cima d’una  montagna, alta e maestosa. Arrivato in cima non sentivo più, né la stanchezza, né il freddo.

Le valli, i torrenti, i fiumi, erano talmente belli, che un desiderio intenso mi possedeva nel vedere quell’affascinante spettacolo che riempiva il cuore di gioia.

Il mio corpo era diventato etereo e  sgombero da torbidi pensieri che offuscano la mente.

Con pensiero ho spiccato il volo, non so come, ho fatto a volare; sembravo essere il re d’un regno che non ho avuto mai la  fortuna di conoscere,

Quel  volo era il volo più bello ch’io avessi, sognato, era il volo della libertà che ogni essere umano sogna.




Donne al Quadrato -- Scritta da -- Antonia Storace

Puzzle e cornici

Se ami profondamente qualcuno, fai tue alcune delle sue abitudini. Succede spontaneamente, senza preavviso, senza assunzione di consapevolezza.
Quando ero bambina, adoravo i puzzle. Rappresentavano un arguto esercizio di pazienza che non ho mai imparato del tutto.
Da qualche tempo, anche Alessandro ha cominciato ad interessarsene. Tuttavia, mentre io adotto la famosa tecnica "a casaccio" - partendo da un punto imprecisato del centro, con i primi due pezzi che si incastrano a culo - lui è assai più metodico, ed inizia sempre dai bordi: cerca tutti i tasselli con il lato chiuso, così da comporre progressivamente la cornice, prima del suo contenuto. E' un sistema certamente più sensato, logico ed immediato rispetto al mio.
Seduti intorno al tavolo della sala da pranzo, con la proiezione astratta di un disegno scomposto sopra il legno scuro, le nostre umane differenze emergono, silenziose ed implacabili: il mio vivere di pancia, la mia totale assenza di diplomazia, e la sua riservatezza così british, quell'amabile educazione con cui tocca la vita e le sue storie. Il giorno e la notte, per dirla come farebbero tutti. Dalla cui unione nascono albe e tramonti che tracciano futuristiche linee d'orizzonte. E questo non tutti lo dicono perché non tutti lo sanno.

E' stato Alessandro, non io, a costruire il perimetro della dorata cornice dentro la quale la nostra storia è sbocciata. Ha protetto il seme di ciò che stava nascendo prima ancora che diventasse fiore: ha sempre avuto più intuito di me.
Perciò, se un giorno, tra noi, dovesse finire, io comincerei a fare i puzzle cercando tutti i pezzi col bordo chiuso.

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