L'amicizia -- Scritta da -- Michele

Michele Impagnatiello

                L’AMICIZIA

L’amicizia  ha la stessa radice, dell’amore per questo che raccoglie ogni più piccola emozione, dalla quale sboccia l’amore tra un uomo ed una donna.

L’amicizia è come quel fiore che nasce
nell’arida terra, ma grazie alla sua forza fiorisce e cresce intensamente.

L’amicizia è quel sentimento immaginato quando un cuore ama, ed è per questo che si materializza quanto un uomo ed una donna si coccolano con passione.

L’amicizia e quel sentimento che ti porta dove il cuore va, per abbracciare l’amore che non abbia solo un fine, ma l’inizio di una storia importante.


farfalleggiano sovrani -- Scritta da -- cristiano comelli

Farfalleggiano sovrani
di fonetiche divagazioni.
gl’ingovernabili fruscii
Sfila l’effimera astrazione
estasi di inviolabile dama
poi che parole figlie e madri
non s’addensino su pelle di foglio vergine
a guisa di fortunale vigliacco.
A disegno intrecciandosi vanno
le effigi di filosofie improbabili
e il gradiente torrido possiedono
di infida illusione;
circo infuocato di incertezze
è il dilaniarsi dell’uomo che più non ama
né di poter amare avverte.
Fiume sedotto da lingue di argini
fragili e tremebondi
È questo intarsio di esistere
vanamente gracidante
sol restano carcasse
di speranze rattrappite
imprigionate tra simulacri di labbra tagliate.   
 

seduzioni termali -- Scritta da -- cristiano comelli

All’idrico calor o a frescura givan ier e van tuttora
pel amor di terapia o sorso gustar di poesia
l’antiquo fontanil che caro fu a’ Romani
sempiterno va a sedur corpi e spirti umani.
L’acquea ebbrezza mille nomi reca
Lamezia oppur Montecatini
scorger la puoi nell’empito suo quasi divino
anche quasi tra’ monti, ove il loco è di San Pellegrino.
Di vapor nutresi oppur da umili bicchieri
e l’’ossa consolazione non men ch’i pensieri
di quiete tepor, fiera daga contr’ogni ansietà
in siti sorgon le stazioni di ancestral regalità.
E sacra è così del ritemprarsi la gaiezza 
che da sospension dall’urban mondo deriva
per poi ritorno farvi in rinnovellata bellezza
ebbra della strenna natural sorgiva.

Vorrei -- Scritta da -- Micherle

Michele Impagnatiello           

          VORREI

Vorrei ascoltare, dall’alba al tramonto,
sotto il chiarore della luna, la tua voce.

Vorrei che ogni istante rubato a te fosse  come una dolce melodia che allieta il cuore. Vorrei sentire  il fuoco della passione, come il sole che scotta all’equatore.

Vorrei posare le mie labbra, sulle tue,
per sentire i battiti del tuo cuore, confondersi con i miei respiri.

Vorrei  donarti il mio amore fatto di
semplicità, e percorrere con te il viale della felicità, fino all’eternità.


Sonetto XVII -- Scritta da -- Th3_GlAdiaTor

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda, “Sonetto XVII”

il morso della stanchezza -- Scritta da -- cristiano comelli

Lisciarsi un ormai estinto pensiero
del disconoscersi è ormai orfica missione
tra tremanti strenne di sensazioni mai aperte
di speme di cui asfittico son i’ custode.
Di impallidita estetica l’inestirpabil dardo
è quest’insensato svolazzare
di un poetare che l’ali ha rattrappite. 

santuario -- Scritta da -- cristiano comelli

Elevasi dell’ancestral orazion la flebil voce
e a carezza or di gaudio or di lacrima s’avvince
all’umil rivelarsi della lignea croce
ove a troneggiar giace colui ch’ogne mal vince.
Certo di quanto nel cor ha reale dimora
sol quel Cristo v’è,
che del tremebondo uomo la man afferra 
in guisa di metatemporal aurora.
E aggirasi in estasi tra abbracci di navate l’alma
tra i quai morbidi affreschi regnan rifulgenti
ma anco polittici, mosaici e icone
che  d’arte e religion serban i sentimenti.
E così librasi fuor del perimetro di Cronos ordinario
dei dì lo scandirsi in cotesto santuario
ove il luminescente sguardo della Vergine Maria
fier e complice traccia all’uman destin la via.   

Un raggio di luce -- Scritta da -- Michele


    Michele Impagnatiello   


      UN RAGGIO DI LUCE

Un raggio di luce illumina il tuo bel viso
e fa risvegliare in te l’amore d’un Tempo. L’amore non è sempre, passione, emozione, il più delle volte è soffrire, quando un amore finisce.

Hai guardato il cielo con infinita bellezza, hai letto tanti libri, cercando un emozione dietro l’altra , anche se lui e lontano dal tuo cuore.

L’amore è quella forza d’animo immaginata, quando un cuore ama, ed è per questo che l’amore si rafforza senza che abbia un fine, ma solo l’inizio.

Tutto ciò risvegliano la mente di quei baci dati sotto il chiarore della luna e che ora non sono che un ricordo.
                           

Malinconia -- Scritta da -- Michele

Michele Impagnatiello

        MALICONIA

Nel silenzio della sera, sento il peso
della malinconia, abbattersi  come un ombra sottile, in cui gli occhi  non vedono altro che il nulla.

Il cuore freme, poiché la notte e buia e l’alba e lontana. Stanco e deluso, mi ritraggo, seguendo il  corso dei miei pensieri  come gli astri, seguono la notte.

La mia anima  è triste per questo che implora l’oblio, poiché il fato non mi da tregua, lacerando il mio cuore con spade e spine.

Corro con la mente verso l’ignoto, dove non vedo altro che l’oscurità che mi spinge verso l’oblio.




don matteo -- Scritta da -- cristiano comelli

In quest’umbra landa è ‘l minister mio
ch’aroma serba di intonsa frescura
tracampanili e persone fruscia ‘l Dio,
chesvergognar sa ogni frammento di paura.
Niun turbamento insano niuna balbettante fretta
Tra campi ho quando col velocipede m’aggiro,
Di nuovi casi ebbro di novelli sentieri,
Silente ma costante ausilio dei Carabinieri.
Mai vi sia accader che renda men che quieto
Il perugin paradiso che nome reca di Spoleto
Qui nulla regna di banal od ordinario
Neppur le scacchiche disfide con il commissario.
Son sol finzione il so, ma ‘l Signor che porto è vero
Quel che per tutti brilla dall’inscalfibil croce
S’in te speranza e pace infondo m’en beo
Tuo amorevole e devoto don Matteo. 
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