Romanza



Romanza, che ami annuire e cantare
col capo assonnato e le ali ripiegate,
tra verdi fronde, quali agita
nel suo fondo un ombroso lago,
fu per me un variopinto pappagallo
- oh, a me familiare uccello -
che m' apprese a dir l' alfabeto
e a balbettare le prime parole,
qundo nel bosco selvaggio io giacevo,
fanciullo - dall' occhio sagace.

Ma da un pezzo, del Condor gli eterni anni
cosi' scuotono il cielo stesso la' in alto,
con tumulto di tuoni mentre passano,
che non ho io piu' tempo per oziose cure,
mentre spio l' inquieto cielo.
E quando un' ora con piu' lievi ali
getta su di me le sue morbide piume,
dissipar quel breve tempo con lira e rime
(vietate cose!) - delittuoso parrebbe al mio cuore:
a meno che con le corde non vibri anch' esso

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